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La storia del vino

La strada è lunga, ma er deppiù l'ho fatto:
so dov'arrivo e nun me pijo pena.
Ciò er core in pace e l'anima serena
der savio che s'ammaschera da matto.
Se me frulla un pensiero che me scoccia
me fermo a beve e chiedo aiuto ar vino:
poi me la canto e seguito er cammino
cor destino in saccoccia.”

TRILUSSA


La leggenda di bacco
Per i Greci Dioniso, per i Romani Bacco, era il dio del vino e dell’estasi.
Secondo la versione più diffusa del mito, Dioniso era nato dall’unione di Zeus con Semele, figlia di Cadmo, re di Tebe. Zeus per avvicinare la donna, che era mortale, le aveva nascosto il suo vero aspetto, ma Semele, istigata dalla gelosa Era, gli chiese di poterlo ammirare nella sua forma di dio del cielo, ed essendogli Zeus comparso con la folgore, restò incenerita. Zeus allora salvò dal suo corpo il piccolo Dioniso e lo cucì nella propria coscia per portarne a compimento la gestazione; quando il bimbo nacque, lo affidò alle ninfe del monte Nisa affinché lo allevassero. Cresciuto nella solitudine dei boschi, educato da Sileno, Dioniso piantò la vite, inebriandosi dell’ “umòr che da essa cola”.
Questo dio, descritto sempre perpetuamente giovane,
presso i romani divenne Bacco “colui che strepita”, per via del rumore e delle grida che facevano i suoi seguaci.



E la vera storia del vino….
Sono in molti ad affermare che la vite sia originaria dell'India, e che da qui, nel terzo millennio a.C.,
si sia diffusa prima in Asia e in seguito nel bacino del Mediterraneo.
Nell'antico Egitto la pratica della vinificazione era talmente consolidata che nel corredo funebre del re Tutankamon (1339 a.C.) erano incluse delle anfore contenenti vino con riportata la zona di provenienza, l'annata e il produttore
Contemporaneamente, nel cuore del mediterraneo, la vite iniziava dalla Sicilia il suo viaggio verso l' Europa, diffondendosi prima presso i Sabini e poi presso gli Etruschi i quali divenirono abili coltivatori e vinificatori e allargarono la coltivazione dell'uva dalla Campania sino alla pianura Padana.
Presso gli antichi Romani la vinificazione assunse notevole importanza solo dopo la conquista della Grecia.

IL vino di cori
Dicono che sia stato Cincinnato a portare la piantagione della vite a Cori, in provincia di Latina. Il celeberrimo patrizio romano, stanco delle lotte di potere e degli intrighi della futura Città Eterna, si ritirò in campagna, a Cori per l’appunto, e si dedicò alla cura e alla coltivazione delle uve. Insomma, fu grazie a lui che furono impiantati il Nero Buono e l’Arciprete bianco, due fra i più antichi vitigni autoctoni dell’Agro Pontino. . Sono la posizione dei vigneti (400 metri slm), il clima mite e la fertilità del terreni vulcanici a favorire la produzione di vini così buoni.

Prosciutto cotto al vino di Cori
Il prosciutto cotto al vino di Cori vanta un'antica tradizione. Non si conosce purtroppo il periodo preciso al quale attribuire la nascita di questo prodotto, ma testimonianze orali affermano che il prosciutto
veniva elaborato già nei primi del `900.


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